
Una felpa blu, un jeans scuro e un paio di Converse ai piedi. È così che si presenta questo pianista riccioluto e tremante 38enne di fronte alla
crème de la crème degli italiani a Bruxelles accorsi per il suo concerto.
Già perché l'emigrazione è molto cambiata nell'ultimo decennio; non più minatori con mani tozze e ruvide che parlano un francese colorato dal dialetto barese o siciliano e chi più ne ha più ne metta... Ma intellettuali benpensanti profumati e tirati a lucido che all'estero criticano il paese che li ospita mentre, nella madre patria si fregiano di vivere in un sistema impeccabile: "Altro che l'Italia!"
Scusate lo
stream of consciousness. Esagero evidentemente un tantino, ma è davvero un'enorme sorpresa e un'inaspettata commozione scoprire questo ragazzo che, con un'estrema semplicità, per ringraziare le autorità e l'organizzazione che ha curato l'evento, tira fuori dalla tasca posteriore dei jeans un fogliaccio che tiene stretto tra le mani tremanti per non sbagliare i nomi e le cariche. Alla faccia dei formalismi.
Giovanni Allevi
Lo conoscerete probabilmente per il brano "Back to life", leit motiv dell'ultima pubblicità della Fiat 500. Ecco come descrive la nascita del suo ultimo album, Joy, avvenuta mentre veniva trasportato in ambulanza all'ospedale per una crisi di panico:
Vedo la città da questo strano vetro. Non sono mai stato dentro un'ambulanza. Un volontario della Croce Rossa mi tiene la mano sulla spalla e dice che devo stare calmo perchè il Policlinico è vicino. Forse per l'eccessiva gioia, la grande emozione o la tensione accumulata, proprio oggi, di rientro dal tour in Cina, sono andato in tilt sul marciapiede sotto casa. Si parla di un attacco di panico, o di una cardiopatia, e per la mia mente paurosa è possibile che non sopravviva ai prossimi 10 minuti. Ripenso a quanto è bello il cielo, il traffico, la quotidianità o l'essere semplicemente vivi. Quanti sorrisi non ho regalato, quante emozioni non ho ancora vissuto, quante volte ho offuscato i miei sogni dietro i fantasmi della paura... Se dovessi uscire di qui, canterò con la Musica la gioia dI vivere, ogni momento bello o brutto, qualunque sarà la mia condizione.
[...]
Davanti alla Musica non ho scelta, mi assale, destata da ciò che mi circonda nella quotidianità, ed io, con impegno maniacale, le do la forma che lei stessa mi chiede.
Una serata imprevista, come tante, un messaggio d'invito (che non prevedeva un rifiuto!) al concerto di questo strano tipo di cui sapevo poco e niente prima di trovare pagine e pagine sulla sua fulminante carriera e fama mondiale.
E poi, appunto, la sorpresa. Ad ogni esecuzione spiegava il motivo e il percorso che lo avevano condotto a quel brano. E la scoperta di un'incredibile semplicità e attaccamento alla realtà, come nella spiegazione di "L'orologio degli dei":
Il passaggio dall'eternità all'esistenza avviene con l'irrompere della pulsazione temporale, nell'incedere emotivo ed inesorabile del cuore.
Ora, potremmo discutere fino a domani mattina (e ancora) sull'emotività, la visione sentimentale, ma in fondo, quel che davvero mi ha colpito è come, questo ragazzotto cresciutello e ancora un po' bambino abbia un prorompente desiderio di senso e un'icredibile voglia di vivere, come nella sua semplicità porti addosso lo stesso raschiatoio di stufa
1 che è in me.
Cos'ha da dire a te, a me, questo qui?
Qual è il denominatore comune che fa vibrare le corde del cuore di chi mi sta accanto e del mio?
Cos'è questo desiderio inquieto e irrequieto che non mi lascia mai tranquilla nemmeno di fronte ad un semplice concerto, o alla vista di persone così formali e distratte?
Un amore che tocca così la vita, da farla vibrare in ogni istante, al quale in fondo basterebbe SOLTANTO dir di sì, cosa c'è di più desiderabile?
Che grazia potersene accorgere!