Pain au chocolat

venerdì, 14 dicembre 2007, 17:45
  • Che cosa resta di una giornata in cui invece di accorgerti che ti è data una nuova possibilità pensi solo che hai sonno.
  • Che cosa resta di una giornata in cui la pioggia determina solo il fatto che anche oggi sei preda dei tuoi svalvolamenti.
  • Che cosa resta di una giornata in cui arrivando all'università scopri che la sola lezione che avevi quella mattina di due ore non si fa più perchè il prof è assente.
Che cosa resta quando riduci te stesso a un insieme disordinato e vago di umori che ti fa schiavo dei passeggeri stati d'animo, se non accorgersi in un istante che puoi essere salvato.

Nonostante il tuo male, nonostante tutto accade qualcosa.
Qualcosa che può restare semplicemente una bella parentesi che fa solo parte del turbinio degli eventi, oppure quel qualcosa che apre al riverbero di un amore più grande e, nonostante il tuo male, salva tutto di te.

E allora non resta che accettare la sfida accorgendosi che in fondo sarebbe così semplice quel piccolo sì.
Incredibile come il semplice regalo di una brioche a colazione ti possa far accorgere che sei destinato a di più dei tuoi stati d'animo, che, nel bene o nel male, restano (come tutto di me in fondo!) punto imprescindibile per il cammino...
Bon appétit.
Di cosa si parla? riflessioni, belgio, bruxelles
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Piove, governo ladro!

lunedì, 10 dicembre 2007, 19:59
E' piovuto talmente tanto in questi ultimi venti giorni che avevo quasi scordato di che colore è il cielo, succede una coa strana quando tra un'ora e l'altra smette di piovere per qualche minuto: sale dalla terra un odore di umido che mi è del tutto nuovo, mai sentito.
E' più meno la stessa dinamica di ogni giorno. Sono talmente presa da tutto che è come se soffocasse, che non basta nulla, tanto da essere capace di spaziare tra stati d'animo diversissimi.
Eppure è tanto vero che è se accade.
Anche solo se fosse per quel sentore di umido non riesco mai a star tranquilla.
E così nel tran tran quotidiano, con gli operatori del comune che montano le luci di Natale, le vetrine che si inghirlandano la mia rigogliosa stella di Natale e il vuoto di un presepe che non si trova mai, mentre cresce il desiderio di tornare a casa, perché oltre a stare in un paese che non ha un governo da 180 giorni sono 90 quelli che mi vedono lontana dal mio paesino, insomma in un contesto così bello e doloroso e vivo sono così amata che il grido del mio cuore non cade mai, ma proprio mai, inascoltato.
Inutile dirvi la meraviglia di un incontro al Parlamento europeo con Roberto Fontolan e la (ri)scoperta di rapporti indescrivibilmente veri.
Di cosa si parla? riflessioni, natale, bruxelles
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È così semplice in fondo

martedì, 27 novembre 2007, 14:05
Una felpa blu, un jeans scuro e un paio di Converse ai piedi. È così che si presenta questo pianista riccioluto e tremante 38enne di fronte alla crème de la crème degli italiani a Bruxelles accorsi per il suo concerto.

Già perché l'emigrazione è molto cambiata nell'ultimo decennio; non più minatori con mani tozze e ruvide che parlano un francese colorato dal dialetto barese o siciliano e chi più ne ha più ne metta... Ma intellettuali benpensanti profumati e tirati a lucido che all'estero criticano il paese che li ospita mentre, nella madre patria si fregiano di vivere in un sistema impeccabile: "Altro che l'Italia!"

Scusate lo stream of consciousness. Esagero evidentemente un tantino, ma è davvero un'enorme sorpresa e un'inaspettata commozione scoprire questo ragazzo che, con un'estrema semplicità, per ringraziare le autorità e l'organizzazione che ha curato l'evento, tira fuori dalla tasca posteriore dei jeans un fogliaccio che tiene stretto tra le mani tremanti per non sbagliare i nomi e le cariche. Alla faccia dei formalismi.
Giovanni Allevi
Lo conoscerete probabilmente per il brano "Back to life", leit motiv dell'ultima pubblicità della Fiat 500. Ecco come descrive la nascita del suo ultimo album, Joy, avvenuta mentre veniva trasportato in ambulanza all'ospedale per una crisi di panico:
Vedo la città da questo strano vetro. Non sono mai stato dentro un'ambulanza. Un volontario della Croce Rossa mi tiene la mano sulla spalla e dice che devo stare calmo perchè il Policlinico è vicino. Forse per l'eccessiva gioia, la grande emozione o la tensione accumulata, proprio oggi, di rientro dal tour in Cina, sono andato in tilt sul marciapiede sotto casa. Si parla di un attacco di panico, o di una cardiopatia, e per la mia mente paurosa è possibile che non sopravviva ai prossimi 10 minuti. Ripenso a quanto è bello il cielo, il traffico, la quotidianità o l'essere semplicemente vivi. Quanti sorrisi non ho regalato, quante emozioni non ho ancora vissuto, quante volte ho offuscato i miei sogni dietro i fantasmi della paura... Se dovessi uscire di qui, canterò con la Musica la gioia dI vivere, ogni momento bello o brutto, qualunque sarà la mia condizione.
[...]
Davanti alla Musica non ho scelta, mi assale, destata da ciò che mi circonda nella quotidianità, ed io, con impegno maniacale, le do la forma che lei stessa mi chiede.
Una serata imprevista, come tante, un messaggio d'invito (che non prevedeva un rifiuto!) al concerto di questo strano tipo di cui sapevo poco e niente prima di trovare pagine e pagine sulla sua fulminante carriera e fama mondiale.

E poi, appunto, la sorpresa. Ad ogni esecuzione spiegava il motivo e il percorso che lo avevano condotto a quel brano. E la scoperta di un'incredibile semplicità e attaccamento alla realtà, come nella spiegazione di "L'orologio degli dei":
Il passaggio dall'eternità all'esistenza avviene con l'irrompere della pulsazione temporale, nell'incedere emotivo ed inesorabile del cuore.
Ora, potremmo discutere fino a domani mattina (e ancora) sull'emotività, la visione sentimentale, ma in fondo, quel che davvero mi ha colpito è come, questo ragazzotto cresciutello e ancora un po' bambino abbia un prorompente desiderio di senso e un'icredibile voglia di vivere, come nella sua semplicità porti addosso lo stesso raschiatoio di stufa1 che è in me.

Cos'ha da dire a te, a me, questo qui?
Qual è il denominatore comune che fa vibrare le corde del cuore di chi mi sta accanto e del mio?
Cos'è questo desiderio inquieto e irrequieto che non mi lascia mai tranquilla nemmeno di fronte ad un semplice concerto, o alla vista di persone così formali e distratte?
Un amore che tocca così la vita, da farla vibrare in ogni istante, al quale in fondo basterebbe SOLTANTO dir di sì, cosa c'è di più desiderabile?

Che grazia potersene accorgere!

Per ascoltare alcune delle sue composizioni potete visitare il suo Blog

1«Adesso capisco quella sua nostalgia!» disse il cane alla catena.
«L'uomo di neve aveva un raschiatoio della stufa in corpo.»
Di cosa si parla? musica, riflessioni, bruxelles
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